NURSE PRIDE

venerdì 31 luglio 2009

Sotto la diretta responsabilità dei camici bianchi!

Cresce sempre di più il disgusto nel sentire l'opione pubblica coprirci di ridicolo definendoci come esegutori mansionariali di prelievi, prenotazioni di visite, rilevamento della pressione, di glicemia e perchè no anche dell'olio e dell'acqua del radiatore.

Niente su educazione sanitaria, alimentare, compliance, counseling, supporto psicologico, terapia del dolore, elaborazione del lutto......

Ma i bisogni dei pazienti, dei quali noi dovremmo prenderci carico quali sono?

Ma il mansionario non era stato debellato?

La platea degli infermieri al sanit come ha reagito a questa proposta?

Sicuramente i nostri infermieri in "giacca e cravatta" saranno entusuasti di questa riqualificazione professionale.

Siamo esausti tra doppi turni, ordini di servizio e reparti sotto personale.

Derisi da matriali scarsi e strutture fatiscenti, pazienti sempre più insoddisfatti dei livelli di assistenza nei nosocomi.....però possiamo fare carrieira in farmacia!!!!

Prendere la pressione!

Ma il nostro colleggio perchè non insorge?Noi siamo una professione intellettuale e dobbiamo sentirci dire dai medici che dobbiamo andare nei loro studi a fare quallo che loro non hanno più voglia di fare? sotto la loro responsabilità?

Vergogna!

CARPE NURSE!

martedì 28 luglio 2009

Le commissioni etiche?



Sappiamo tutti ormai quali sotterfugi e ombre nasconde la ricerca biomedica internazionale finanziata dalle case farmaceutiche .

Esistono però ricercatori e scienziati (italiani peraltro), che potrebbero essere l'orgoglio del nostro paese, che fanno ricerca vera, deontologicamente ineccepibile e finanziata con soldi donati da liberi cittadini o da onlus che investono nella salute contribuendo direttamente su studi all'avanguardia.


I ricercatori in questione sono il Dott. Montanari e la Dott.ssa Gatti che da anni studiano il comportamento delle nanoparticelle (sospese nell'aria e depositate sui terreni) sviluppate da incenritori ed altre recentissime tecnologie, che entrando nel corpo umano innesacano dei meccanismi patologici che sviluppano anche tumori.


La loro ricerca, finanziata gazie ai meetup di Beppe Grillo, ora rischia di essere fermata dalla burocrazia corrotta e castale italiana.

Il microscopio donato con una raccolta fondi di semplici cittadini verrà regalato ad una università in barba agli studi dei due ricercatori.


Tutto questo ovviamente comporta un rallentamento delle ricerche e la morte di alcuni pazienti che forse poteva essere evitata.Ma la medicina ormai sta diventando altro.....soldi, business, potere, torri d'avorio, industria, conflitti di interesse.


L'infermiere può e deve intervenire in questa palude fetida ripristinando i valori patriarcali della scienza medica che deve essere stumento dell'Uomo per l'Uomo.La nostra professione ha abncora come cardine la PERSONA e non LA CARRIERA e dobbiamo dimostrarlo anche appoggiando chi ancora crede in certi valori etici.


Il dott Montanari è un uomo di scienza sul quale bisognerebbe investire ed è nostro dovere informare gli addetti ai lavori delle ricerche che lui e il suo staff stanno portando avanti da anni con risultati di tutto rispetto.
Perchè togliere la possibilità di lavorare a chi davvero fà scienza e invece continuare a finanziare associazioni senza scrupoli?

Per ulteriori informazioni vedi qui e qui!

CARPE NURSE!

lunedì 27 luglio 2009

Emapatia di se stessi!



Voglio condvidere con chi ha deciso di seguire questo blog un racconto presente nell'ultimo numero della rivista del collegio Ipasvi di trieste " Aretè".

Un racconto bellissimo che mette in condizione di capire l'mportanza del nostro lavoro e che fà riflettere, immergendo l'infermiere nel ruolo di paziente.

Complimenti alla collega Lara Skarlovaj!

CARPE NURSE!



Il paziente visto allo specchio


Maria, un nome piuttosto comune, Rossi, un cognome altrettanto comune, un tumore, una malattia comune. Diverse tipologie, diverse situazioni, ma alla fine sempre la stessa maledetta paura, paura per qualcosa di ignoto, perché nel momento stesso che lo conosci, devi affrontarlo con coraggio.
"Si sieda.." questa frase tanto accomodante, il Lei che si percepisce suona come una forma cortese e gentile quasi rassicurante, eppure in quel luogo, in quella situazione, da quella persona rimbomba come una minaccia, come un'accusa, e le parole che seguono scivolano di nascosto e confermano ciò che era già stato capito con quel "Si sieda.." (.....continua qui......)

venerdì 24 luglio 2009

La disciplina che disciplina non è!!!!



La riforma universitaria, opera partorita dalla Ministra del momento l'On. Gelmini, porterà dei tagli al sistema universitario italiano .

Tra i tanti corsi che saranno ridimensionati, i nostri bravi politici stanno sancendo la MORTE del MED/45 a favore di un insegnamento retto solo da "professori" medici.

Che significa?

Il med/45 è il settore scientifico disciplinare “Scienze Infermieristiche Generali Cliniche e Pediatriche” che garantisce autonomia al nostro corso di laurea e scomparendo , scomparirebbero le cattedre dei professori infermieri.

Questo comporterebbe non pochi problemi quanto a ricerca scientifica e carriera universitaria infermieristica!

Il nostro Settore scientifico-disciplinare Med 45 (Infermieristica generale clinica e pediatrica) verrebbe accorpato in un’area costituita da branche mediche oppure in una specie di area “tecnica” che vedrebbe al suo interno una miscellanea indistinta costituita da tutte le professioni sanitarie definite dalla legge 251/00.

Significherebbe pretendere di far conseguire una laurea in una disciplina che disciplina non è!Purtroppo, questo denota quanto sia piccola l'italia in tutte le sue forme e, quanto lo strapotere medico conti più di quello degli altri professionisti.

Fino a che il nostro corso di studi sarà di tipo triennale e sempre ricompreso nella facoltà medica, dovremo continuare a subire questo genere di attacchi.

Ovviamnte l'IPASVI è intervenuto, rassicurando tutti, con un comunicato stampa datato 23 Giugno 2009 scrivendo di un impegno preso dal Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo fiorentino prof. Gensini a sostegno degli infermieri, garantendo il mantenimento dell'dentità nel settore.

Ora non sto qui a scrivere di come il nostro collegio debba far valere le battaglie che negli ultimi 20 anni hanno portato l'infermeire nelle università.

Volgio solo riflettere sulla considerazione che le Univesità, o comunque il mondo accademico, ha della nostra professione!!

Il solo fatto che abbiano pensato alla soppressione del ssd med/45 è grave! molto grave!

Forse altri corsi potrebbero essere eliminati perchè inutili!

Forse qualche Master di primo o secondo livello, inutilmente attivato nelle Università, potrebbe essere soppresso.

La sanità dovrebbe essere una delle prerogative principali (se non la prima) di chi ci governa!

E la stessa categoria degli infermieri non dovrebbe essere ritenuta "inferiore".

Annalista Silvestro, nel numero dell 'infermiere n. 3/2009 dice :"Non accetteremo di essere ricacciati in un passato che pensavamo di aver abbandonato per sempre".

Ma perchè stiamo ritornando indietro?

Cosa è successo negli ultimi 20 anni?

L'infermiere ha saputo guadagnarsi il rispetto che merita?

Dove sono i dati che lo dimostrano?

Rimando a voi le provocazioni!!!

CARPE NURSE!!!

giovedì 23 luglio 2009

Le dieci note!




Ho il picere di pubblicare un decalogo di importanza fondametale per la nostra professione che ho avuto la fortuna di leggere su una pagina di un gruppo presenste su facebook e che nasce dall'idea di un nostro collega napoletano l'infermiere Raucci.
Credo che racchise in queste dieci note si possa cogliere tutto lo spirito professionale e intellettuale che dovrebbe accumunuare ogni singolo infermiere impegnato nell'assistenza alla persona.
Ecco come internet può realizare questo sogno: la condivisione è priorità asoluta per chi vuole imporre un nuovo pensiero diciamo rivoluzionario.
Buona lettura e grazie Vincenzo!
CARPE NURSE!

---- Nota I ----
Della governance dell'infermieristica

Le “autonomie” infermieristiche sono essenzialmente due: quella assistenziale diretta e quella gestiona-le/organizzativa. Per autonomia assistenziale diretta si intende la possibilità di decidere e agire sulla base delle proprie conoscenze, ovvero lavorare e svolgere quanto di competenza sotto la propria responsabilità, mentre l’autonomia gestionale/organizzativa attiene all’organizzazione dei processi assistenziali alla decisione su quante risorse sono necessarie, su come utilizzarle e svilupparle.Quando gli infermieri manager hanno piena autonomia organizzativa non possono che migliorare le condizioni di lavoro degli infermieri che si dedicano all’assistenza diretta e, di conseguenza, la risposta assistenziale al cittadino.Entrambe le autonomie devono svilupparsi in modo armonico: sviluppare solo quella manageriale rischia di deprofessionalizzare il contributo degli infermieri.Si chiede: Una reale attribuzione della governance infermieristica agli infermieri, attraverso un chiaro impegno dell’amministrazione affinché questo principio venga applicato. Nella “line” gerarchica, all’interno degli organigrammi aziendali, non devono in alcun modo essere presenti figure diverse dall’infermiere (fatti salvi, ovviamente, il Direttore Generale nel vertice strategico e le figure di supporto all’assistenza nei livelli bassi, all’interno del nucleo operativo).

---- Nota II ----
Dell'orario di lavoro

La recente legislazione in materia di orario di lavoro procede univocamente, ormai da tempo, in direzione della massima tutela del lavoratore, in particolare per i turnisti (vedi il Decreto Legislativo n. 66 dell’8 aprile 2003 che applica la Direttiva Comunitaria n. 34/2000).Numerose ricerche riportano dati preoccupanti in merito al lavoro notturno: secondo il ventottesimo rapporto internazionale dell’International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione esso predisporrebbe maggiormente i lavoratori allo sviluppo del cancro (in particolare quello al seno per le donne e alla prostata per l’uomo); secondo un’indagine Eurispes condotta in Italia, il lavoro notturno genera alterazioni nello stato di salute (faciliterebbe l’insorgenza di insonnia, depressione, gastroduodenite, ulcera duodenale e può aggravare alcune patologie cardiache, il diabete, l’epilessia) e nelle relazioni interpersonali (aumento dell’irritabilità, difficoltà nella vita di relazione, aumento di separazioni e divorzi).Si chiede: l’applicazione delle norme contenute nel Decreto Legislativo 66/2003; il NurSind rifiuta la contrattazione di qualsiasi accordo si voglia porre in deroga a tale direttiva. Si chiede quindi con fermezza che le aziende ospedaliere pianifichino solo turni (in quinta o in decima) che tengano conto dell’armonica ripartizione dell’orario di lavoro all’interno dei servizi aperti nelle 24 ore.Turno in quinta: M-P-N-S-RTurno in decima: M-M-P-P-N-N-S-R-R-RP.S.: sull’orario di lavoro rimandiamo ad un documento integrativo più articolato, che comprende anche richieste sui seguenti temi: lavoro part-time, riconoscimento ore straordinarie, banca delle ore e calcolo giornate di malattia sul dovuto reale.

---- Nota III ----
Del risk management

L’errore è dietro l’angolo; infermieri più stanchi (vedi nota II) sono più soggetti ad errori; infermieri meno formati (vedi nota VIII) incorrono più facilmente nella malpractice.Ogni anno negli ospedali viene cagionato un danno (che può arrivare fino alla morte) a migliaia di pazienti, e questo comporta dolore, demotivazione, frustrazione, oltre ad una perdita economica altissima per gli ospedali che si trovano a dover pagare premi assicurativi sempre più alti.Si chiede: di attivare gruppi di lavoro sempre più allargati e partecipati, che vedano nascere e sviluppare una maggiore cooperazione e collaborazione tra medici e infermieri: il Risk Management deve essere materia di tutti i professionisti e non solo di ridotte task-force.Inoltre: invitiamo tutti i colleghi a motivare scientificamente la scarsa dotazione di risorse umane nelle corsie al fine di responsabilizzare amministratori e politici in merito a certe scelte legate al risparmio. Andrà da sé che, in caso di contenzioso, si potrà dimostrare di aver fatto tutto ciò che era umanamente possibile fare.

---- Nota IV ----
Delle figure di supporto

In una sanità moderna e al fine di garantire la miglior risposta assistenziale al cittadino è necessario dotare l’infermiere di un adeguato numero di figure di supporto. È indispensabile pensare nuovi modelli organizzativi che consentano all’infermiere di fare l’infermiere, ovvero di esprimere il massimo delle competenze acquisite, anche attraverso l’attribuzione di alcune funzioni agli operatori di supporto.Tali innovazioni organizzative non devono in alcun modo essere foriere di scellerate rincorse al risparmio con conseguente riduzione afinalistica del numero di infermieri presenti in organico.Si chiede: La costituzione di gruppi di lavoro costituiti da infermieri, divisi per aree dipartimentali, che verifichino il reale fabbisogno di personale di supporto in ogni unità operativa.

---- Nota V ----
Delle nuove tecnologie

L’informatizzazione è ormai arrivata a toccare, in maniera capillare, tutte le realtà lavorative garantendo rapido scambio di informazioni, ottimizzazione dei tempi e puntualità nelle risposte.La rete mondiale è diventata una risorsa fondamentale, nel lavoro, nell’aggiornamento, nella ricerca.Si chiede: L’attivazione di un accesso alle reti (Internet e Intranet) e una casella di posta elettronica a tutti i professionisti dell’Azienda Ospedaliera.

---- Nota VI ----
Dei percorsi e delle divise

Il cittadino che accede alle strutture di pubblica utilità deve essere messo in condizione di seguire facilmente il proprio percorso; questo concetto è ancor più vero in ospedale, a cui il cittadino accede già con un proprio bagaglio di preoccupazioni, per sé o per i propri cari, e quindi ancor meno predisposto ad industriarsi per reperire informazioni. Altresì le persone hanno il diritto di riconoscere il giusto operatore a prima vista, senza possibilità di fraintendimenti e perdite di tempo.Si chiede: Realizzazione di una chiara segnaletica (cartelli, percorsi colorati, indicazioni) e di una serie di opuscoli che descrivano le attività dell’ospedale (non la Carta dei Servizi, ma qualcosa di più rapida consultazione, divisa per dipartimenti e tipologie di prestazione, illustrata e di facile comprensione).Si chiede, inoltre, l’assegnazione di divise dai colori differenziati, divise per profilo professionale.

---- Nota VII ----
Della valutazione

La valutazione del personale è sicuramente importante, poiché attraverso tale sistema operativo si può ottenere per ogni lavoratore un giudizio sul rendimento e le caratteristiche professionali che si estrinsecano nell’esecuzione del lavoro. La valutazione è garanzia anche del lavoratore, poiché è noto che laddove non si procede per valutazione si procede per clientelismi.Purtroppo, però, in molte aziende ospedaliere i sistemi di valutazione si traducono in pagelline di fine anno, dove il caposala di turno si esprime in giudizi spesso opinabili, senza che il lavoratore abbia possibilità di appello (vedi alcune regole aziendali).Si chiede: L’immediata sospensione di tutti quei metodi di valutazione (leggasi pagelline) che non vedano una partecipazione attiva del lavoratore. Si chiede, altresì, che si attivi un’apposita commissione che studi strumenti di valutazione partecipati e obiettivi, con particolare attenzione allo sviluppo di ognuno.La valutazione deve essere strettamente legata alla formazione (vedi nota VIII).

---- Nota VIII ----
Della formazione

È necessario implementare la massima trasparenza e partecipazione degli infermieri in merito alla propria formazione complementare. All’interno di momenti predeterminati e sulla scorta dei piani di sviluppo messi a punto insieme ai coordinatori, i componenti l’equipe di lavoro devono essere messi in condizione di confrontarsi e di valutare, in piena autonomia, il proprio fabbisogno formativo.Si chiede: di calcolare, sulla base dell’importo annuale che l’Azienda attribuisce alla formazione, il valore di 1 “gettone formativo”pro-capite, per ogni operatore, con particolare riguardo a coloro che sono in obbligo di ECM. Tale gettone sarà spendibile verso uno o più momenti formativi, scelti dall’equipe di lavoro sulla base della specialità in cui si opera e delle esigenze peculiari del momento.

---- Nota IX ----
Dell'immagine sociale

L’immagine sociale dell’infermiere è condizionata da antichi stereotipi che generano nei cittadini (ma anche negli altri operatori sanitari) una visione distorta del reale ruolo dell’infermiere moderno. L’evoluzione formativa e normativa non è conosciuta da tutti ed è quindi necessario operare in maniera radicale nella cultura popolare al fine di permettere ai cittadini un corretto impiego di questa preziosa risorsa professionale.Si chiede: di attivare programmi di interventi nelle scuole e nelle famiglie al fine di far conoscere (e riconoscere) il ruolo dell’infermiere a tutti i cittadini.

---- Nota X ----
Del diritto alla propria vita

Nell’immaginario collettivo, anche in quello di certi amministratori di aziende sanitarie, siamo collocati al servizio degli altri non già per scelta professionale, ma per vocazione da buon samaritano.Va da se che di fronte a questa distorta percezione della nostra professione molti credono di poter disporre del nostro tempo libero sempre e comunque. In molte Aziende vi sono elenchi telefonici, a disposizione di capi e “capetti”, utilizzati per ogni “stormir di fronde” senza che nessun infermiere abbia mai firmato consensi.Sappiano i colleghi che nessuno è tenuto a fornire il proprio recapito telefonico; l’unico posto dove è necessario tenere questo dato personale è il piano per le maxi-emergenze (P.E.M.A.F.), da utilizzare nel caso di calamità naturali, o l’elenco delle reperibilità.Si chiede: l’attuazione di una più chiara programmazione della reperibilità e/o della pronta disponibilità, che tenga conto della normativa in materia. Nel caso di chiamata improvvisa in servizio si utilizzi l’ordine di servizio debitamente compilato. Il ricorso alle ore straordinarie deve essere, appunto, “straordinario” e non usato come fattore ordinario di programmazione dei turni.P.S.: per la pronta disponibilità si veda apposito documento integrativo.
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mercoledì 22 luglio 2009

La fine di IPPOCRATE


Una nuova tendenza si sta diffondendo negli Usa tra i medici: far firmare prima della visita ai pazienti una liberatoria che li impegna a non pubblicare commenti o giudizi sulla performance sanitaria effettuata su siti internet specializzati o blog.
L’iniziativa parte da Medical Justice, un servizio di assistenza legale (a pagamento) per medici, che ha elaborato una serie di moduli scaricabili on-line da sottoporre ai propri pazienti.
John Swapceinski, fondatore e gestore di RateMDs.com, uno dei più frequentati siti di voti ai medici, reagisce duramente: “I quasi 2000 medici che hanno finora aderito a questa iniziativa delle liberatorie stanno sostanzialmente costringendo i loro pazienti a scegliere tra assistenza sanitaria e diritto di espressione. Trovo il fatto repellente!!"
I critici di siti come Healthgrades.com, RateMDs.com e Vitals.com, per citare i più celebri e frequentati, sostengono che incoraggiare la pratica dei giudizi e dei commenti liberi sull’operato degli operatori sanitari può deteriorare il rapporto tra medici e pazienti già messo a dura prova da altri aspetti della società moderna.
Quali sono questi aspetti della società moderna che mettono a dura prova il rapporto medico-paziente?
“Sebbene i medici abbiano molto a cuore ciò che i pazienti pensano di loro e accolgano con la massima disponibilità qualsiasi sondaggio di opinione tra i pazienti, un sistema anonimo di voto può soltanto distruggere reputazioni e cancellare la fiducia”, attacca Nancy Nielsen, presidente eletto dell’American Medical Association.
Premesso che il sistema sanitario americano è molto differente da quello italiano, la riflessione che volglio fare è perchè questa paura del giudizio?Perchè tutti i professionisti di ogni categoria non hanno mai avuto problemi alla critica democratica della rete e i medici no?Perchè un paziente dovrebbe scrivere dei falsi giudizi?
Dopo aver trasformato il consenso informato in uno schermo missilistico anti denuncia, ora vogliono anche togliere ai pazienti il diritto di critica .
IPPOCRATE si rivolta nella tomba!!!
CARPE NURSE!

CANCROVALORIZZATORI



Semanticamente e scientificamente , la parola termovalorizzatore è del tutto errata e vietata dalla Comunità Europea. E' una parola inventata, come “cancrovalorizzatore” (inceneritore), che produce il cancro e ben poco calore (al netto di energia da materia bruciata è intorno al 10%) per cui non valorizza per niente l'energia del rifiuto.
Oltretutto và contro il principio di conservazione della massa secondo il quale nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. "Termovalorizzatore" è un messaggio forte, come lo è "cancrovalorizzatore", entrambi inventati, ma il secondo più vicino alla realtà.
Gli inceneritori avveleneranno l'aria ed il suolo attraverso le loro emissioni contenenti nanopolveri, diossina ed oltre 250 sostanze chimiche nocive.
Faranno aumentare l’incidenza dei tumori, delle malformazioni fetali e di una lunga serie di altre
gravi patologie.
Le patologie oncologiche più comuni riscontrate sono i linfomi non Hodgkin e le leucemie, ma anche malattie neurologiche come morbo di Parkinson e morbo di Alzheimer.
Produrranno energia in maniera assolutamente antieconomica, potendo sopravvivere economicamente solo grazie ai contributi Cip6 che tutti gli italiani dovranno continuare a pagare sotto forma di addizionale sulla bolletta elettrica. Produrranno energia in maniera assolutamente antiecologica, emettendo in atmosfera (oltre ai veleni) quantitativi di CO2 doppi rispetto ad una centrale a gas naturale di uguale potenza.
Distruggeranno qualunque prospettiva di realizzare un moderno circolo virtuoso dei rifiuti, annientando la raccolta differenziata ed il riciclo, dal momento che i materiali più facilmente riciclabili, plastica, carta e cartone, sono anche quelli con più alto potere calorifico, indispensabili all’inceneritore per funzionare.
Hanno distrutto ogni anelito di democrazia, essendo stati costruito contro la volontà dei cittadini, attraverso l’uso della forza. Basti pensare al recentissimo inceneritore di Acerra.Hanno contribuito a rimpinguare le casse del malaffare.

Non possiedono alcuna peculiarità che li rendano impianti moderni, poiché l’incenerimento dei rifiuti è una pratica anacronistica che
tutti i paesi moderni stanno abbandonando, indirizzandosi verso la raccolta differenziata, il riciclo, il riutilizzo ed il riuso.
Guido Bertolaso ha dichiarato che il nuovo impianto di Acerra emetterà il 75% di diossina in meno rispetto agli impianti più vecchi, dimenticando di dire che questo abbattimento si tradurrà nel raddoppio delle emissioni di nanopolveri, ben più pericolose della già ferale diossina.
Il Cip6 è un tassa sui tumori! Serve a costruire inceneritori che ti “termovalorizzano” le cellule.
L'uso criminoso dei nostri soldi per avvelenare le nostre famiglie deve finire. Vogliamo energie rinnovabili, non respirare diossina e nanoparticelle.
Nel 2006, il CIP6 ammontava a circa 6 miliardi di euro. Di questi, 5 miliardi e mezzo sono stati conferiti ad impianti per energie assimilate (inceneritori, centrali a combustibili fossili), il resto - 600 milioni di euro, meno di 1/10 del totale - ad impianti per energia rinnovabile.
In ambito locale, l'azienda ASM (oggi A2A) ha percepito oltre 450 milioni di euro di finanziamento pubblico, a fronte di un impianto - il noto inceneritore di Brescia - costato circa 150 milioni.
Ogni anno la “lobbies del cancro” - solamente con i nuovi ammalati (270.000 persone), e supponendo che tutti entrino nei percorsi terapeutici - movimenta una cifra superiore a Cinquantaquattro miliardi di euro ogni anno per un trattamento oncologico.
Ora basta!

lunedì 20 luglio 2009

N1H1 all'italiana

Lo scorso 14 luglio è stato presentato a Roma, alla presenza del ministro del Lavoro della salute e delle politiche sociali Maurizio Sacconi e del vice-ministro Ferruccio Fazio, il piano di vaccinazioni per contrastare in Italia l'influenza da virus H1N1.
Come spesso accade nel Bel Paese i politici ignorano completamente gli argomenti di cui si occupano e oltretutto vengono mal consigliati da chi lavora al posto loro.
Infatti nel presentare i dati sul tasso di mortalità della nuova influenza, questa viene segnalata come più bassa di quella stagionale (indicata all' 1 per mille, mentre quella da N1H1 allo 0,4-0,5 per mille).
Questi confortanti dati hanno indotto il vice-ministro Fazio a dichiarare che "ci saranno forse un migliaio di morti in Italia" a fronte dei previsti 4 milioni di contagi.
Ma da dove derivano queste stime?
Se andiamo a consultare i dati ufficiali, accessibili a chiunque sul sito dell'OMS, ci rendiamo conto che il tasso di mortalità della nuova influenza è ben diverso dalle stime proiettate dai nostri preparatissimi ministri.
Infatti l'ultimo report disponibile (6 Luglio 2009) indica un tasso di mortalità dell 0,45% cioè , se la matematica non è un opinione, di circa 4 ogni mille.
La mortalità per influenza N1H1 azzardata dai ministri italiani è in realtà sottostimata di 4 volte .
Se applichiamo questo tasso di mortalità ai 3-4 milioni di contagi previsti, nella migliore delle ipotesi si arriverebbe a 13.000-18.000 decessi.Dieci volte la previsione del quotidiano "La Stampa".
Il nostro governo ignora i dati ufficiali sminuendo un problema internazionale di proporzioni preoccupanti.
Evviva l' Italia!!!!
CARPE NURSE!
Giordano

LA NASCITA DI CARPE NURSE



ROMA 10 luglio 2009

PROT. P-3924/I.13

Con la presente Le comunichiamo che non ci è possibile pubblicare l’articolo da Lei proposto (La nuova figura professionale dell’infermiere è riuscita ad imporsi all’interno del SSN come professionista responsabile dell’assistenza?) sulla rivista “L’infermiere”.

La programmazione editoriale ha dovuto - e dovrà - nei prossimi mesi privilegiare argomenti maggiormente legati alla attività istituzionale della Federazione, alla attualità e contributi relativi a studi e ricerche di tipo clinico assistenziale metodologicamente strutturati.

Distinti saluti.

La presidente
Annalisa Silvestro

Questa è stata la mail che mi ha convinto ad entrare nel mondo dei blogger, anzi, per la precisione, dei NurseBlogger.

L'articolo che avevo inviato alla redazione dell'infermiere denunciava una realtà forse scomoda ma di estrema attualità per tutti coloro che non esercitano la nostra professione in uffici eleganti e climatizzati di Viale Giulio Cesare, ma che quotidianamente si scontrano con una realtà professionale difficile e sempre meno riconosciuta.
Sfido chiunque a provare a chiedere quale sia la considerazione dell'infermiere, all'interno delle strutture nelle quali esercita, rispetto a qualunque altro professionista sanitario.E' colpa dell'infermiere?E' colpa della cultura ospedaliera?Bha!!
Sicuramente sono stati fatti passi da gigante neli ultimi anni, ma la nostra classe dirigente ha già intrapreso la via del business e della "ricerca" ( o entrambe) senza preoccuparsi prima di omogeneizzare la formazione professionale, poi di garantire qualla affermazione tanto decantata nei corsi di laurea e senza assicurarsi che la ricerca infermieristica, oltre che ha dover ingrassare le tasche di qualcuno, potesse essere anche praticabile nelle strutture medicocentriche e pseudo deontologiche italiane.
Seconddo l'IPASVI i dati che riguardano la reale percezione dell'infermiere laureato nella nostra società non sono tema di "attualità".
E quali sono i temi di atualità?
La ricerca presuppone una valutazione delle zone grige che necessitano di un approfondimento teorico-pratico-scintifico.
Ma queste zone nascono da una concreta e seria autocritica dei limiti e delle carenze attuali.Carenze oltretutto dimostrabili dai dati.
Bene, i limiti ci sono, il fenomeno della nurse malpractice arriverà anche da noi e le compagnie assicurative professionali stanno già prendendo provvedimenti.
Questo sito nasce con l'intento di trovare professionisti infermieri che come me vogliono sfruttare la rete per uscire da questi schemi burocatici e volgiono cominciare concretamente a lavorare e a dare il loro contributo.
Infemrieri sempre più laurati, masterizzati , "ecmizzati" che , però, non riescono ad esprimersi nell'ambito professionale intellettuale della prevenzione primaria, dell'educazione sanitaria, della ricerca, della formazione e della condivisione .
Mi ispirerò al codice deontologico dell'infermiere che rimane ancora un documento che poco guida la professionalità comune.
Condividendo esperienze, creando una rete di infermieri che si auto aggiornano mettendo in comune le prorpie conoscienze e fare dell'informazione di stampo infermieristico-sanitario senza mediazioni dei soliti poteri possiamo dare voce ad una professione forse troppo imbavagliata.
Impossibile?Forse!
Questa nuova sfida si chiamerà CARPE NURSE e sarà un laboratorio di attività infermieristica.
Intanto allego l'articolo che il colleggio ha giudicato non abbastanza scientifico e attuale da poter condividere con i colleghi.
CARPE NURSE!
Giordano.


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